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Archive for novembre 2009

Praticamente questa settimana ho ascoltato solo questi 4 album:

Bonus Track: New Rhodes – Quando quando quando

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Puzzle
The Very Most – Autumn EP

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Florence and the Machine coverizzano Beirut: Postcard from Italy.

A pagina 46 del sussidiario.

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Indieghetto si presenta con sei parole e un refuso: “Hip Hip Covers from indie artists” (da myspace).
Si tratta praticamente di un karaoke fatto da artisti più o meno conosciuti o sconosciuti: video con fondali urban style, arrangiamenti ridotti all’osso e canzoni hip hop o hip hip, scegliete voi.
E così la canzone più tamarra dell’estate, “I Gotta Feeling” dei Black Eyed Peas, diventa all’improvviso ascoltabile se rifatta dai Twin Atlantic.

Sul canale youtube di Indieghetto si trovano tutte.
I coverizzatori: The Rifles, I Blame Coco, Kate Nash, Beans on Toast, Jay Jay Pistolet…
I coverizzati: Outkast, Specials, Eminem, Missy Elliot, Warren G, M.I.A….
Che cosa sia considerato Hip Hip e cosa indie non è propriamente chiaro…

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Sono sempre stato abbastanza negato per i videogames. Intendo quelli sparatutto, ruba una macchina e fatti inseguire dalla polizia, impara a guidare un boeing 747, costruisci una metropoli su una palude o sconfiggi la cavalleria napoleonica con l’esercito cartaginese.
Però ieri mi è tornato in mente un motivetto di un videogioco e non riuscivo a smettere di canticchiarlo.
Si trattava del tema di Alex Kidd (in Miracle World), glorioso gioco preinstallato nel altrettanto glorioso Sega Master System. Unica console per videogames che sia mai entrata in casa mia…
E su youtube si può trovare in varie versioni:
Metal live
virtuoso alla chitarra
iphone
– tutti i livelli (inizio, primo, acqua e fine )
mariachi
livello più merdoso

Per chi non ha voglia di riesumare il Sega e litigare con i cavi dell’antenna e della televisione per collegarlo, esiste la versione online qui.
E sullo stesso sito ci sono anche tantissimi altri giochi per cui ero negato.

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Avrei voluto scrivere qualcosa su Phrazes for the Young, l’esordio da solista di Julian Casablancas, ma non lo faccio per due motivi:

  1. ho trovato una frase che ricalca in pieno il mio giudizio sull’album: “It sounds like a Strokes album from the future, recorded in 1985 — liking it.” (Non sono ancora sicuro del “liking it”, solo perchè mi serve qualche altro ascolto);
  2. sulla pagina di Wikipedia degli Strokes, ho scoperto che anche il bassista Nikolai Fraiture ha pubblicato un album solista con grande fantasia e con il nome Nickel Eye.

Devo ammettere che, dopo essermi procurato quasi contemporaneamente i due lavori, nella mia classifica di ascolti The Time of the Assassins sta bastonando Phrazes for the Young!
Fin dall’acquisto di “Is this it”, Nikolai Fraiture mi è sempre sembrato quello “un po’sfigato” del gruppo. E guardando certe foto non mi si può dare torto!
Mi ha dato l’idea di quello che ha sempre fatto il suo compitino diligentemente, sul palco e in studio, senza troppa personalità a differenza dei suoi colleghi.
Però ascoltando il suo esordio (datato gennaio 2009) mi devo ricredere e l’album dimostra un certo carattere: una via di mezzo tra un album degli Strokes e un disco folk, una cover di Leonard Cohen, la partecipazione di Regina Spektor e di Nick Zinner degli YYYs.

Dunque mancherebbe solo un album solista di Nick Valensi e poi tutti e cinque gli Strokes avrebbero un proprio progetto alternativo.

Esistono altri gruppi con queste caratteristiche? Tutti (o quasi) i componenti che pubblicano album solisti?

Bonus Track: Nickel Eye – Providence, RI

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